Fotografia in bianco e nero sul molo di Viareggio con una coppia di anziani in primo piano che osserva le Alpi Apuane sullo sfondo, mentre le persone passeggiano lungo la banchina.

Sul molo di Viareggio il tempo sembra rallentare, come se ogni respiro fosse un invito a fermarsi e ad ascoltare il sussurro del mare. I passi risuonano sulla pavimentazione chiara, mentre lo sguardo si apre su un orizzonte, spesso velato da nubi danzanti. In questo scenario, una coppia di anziani si ferma: lui indica un punto lontano, lei segue il gesto con dolce attenzione, appoggiandosi al bastone come ci si appoggia ai ricordi di una vita intera.

La fotografia in bianco e nero elimina ogni distrazione cromatica per restituire solo l’essenza delle cose: la linea del molo che guida lo sguardo, le figure che passeggiano, i palazzi di Viareggio che disegnano lo skyline della città di mare. Il contrasto tra la pietra sotto i piedi e la morbidezza delle nuvole sopra la testa racconta una Viareggio autentica, fatta di venti salmastri e di luci che cambiano con le stagioni. Come scriveva Enrico Pea, così legato a questi luoghi, sul molo si impara a “respirare a pieni polmoni l’aria di mare”, lasciando che ogni pensiero superfluo venga portato via dalle onde.

In questo scatto il molo diventa un ponte tra presente e passato, tra chi continua a camminare e chi si ferma a contemplare. È una piccola storia d’amore e di memoria, racchiusa in un pomeriggio qualunque sulla costa toscana, lì dove Viareggio si lascia abbracciare dal mare e dalle montagne.