Una spiaggia deserta, segnata dal passaggio del vento e delle mareggiate, custodisce ancora i resti dell’estate passata: corde logore, un salvagente dimenticato, legni trascinati dalla corrente. Il cielo, cupo e pesante, sembra gravare sulle onde che si infrangono stanche, come se anch’esse sentissero la malinconia del tempo che scorre. È un paesaggio sospeso, dove la solitudine si mescola al ricordo di voci e risate ormai lontane. Davanti a questa distesa vuota, resta solo il rumore del mare, che racconta senza fine ciò che la memoria non vuole dimenticare.