La pioggia ha lasciato il suo segno sull’asfalto, macchie scure come ricordi freschi. Due viaggiatori attendono sul binario: uno con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte, come se stesse cercando il futuro nascosto dietro le rotaie; l’altro chino sul telefono, intrappolato nell’istante presente.
Le valigie accanto a loro raccontano partenze e ritorni, forse vacanze terminate o nuovi inizi. C’è un silenzio che non pesa, ma che accompagna i pensieri, rotto solo dall’annuncio lontano di un convoglio in arrivo.
In quell’attesa c’è la poesia del viaggio: la sospensione del tempo, il momento in cui non sei più dove eri, ma non sei ancora dove andrai.