In silenzio con il mareSul molo accarezzato dal vento, un uomo anziano scruta il mare con occhi pieni di tempo. È solo, ma non sembra smarrito: è assorto, avvolto in una malinconia che non pesa ma galleggia, come le onde lente sotto di lui. Le mani in tasca non cercano calore, ma memorie.
Davanti a lui l’infinito. Un blu che non promette nulla, che non consola, ma accoglie. Lo sguardo si perde oltre l’orizzonte, dove forse una volta c’era un ritorno, una voce, una casa. Le onde, incessanti, gli parlano in una lingua antica, fatta di addii e nostalgie.
Alle sue spalle, il mondo va avanti, ignaro. Ma lui resta lì, come una sentinella dei ricordi, come se il mare potesse restituirgli qualcosa che la vita ha lentamente eroso. Ogni respiro è un dialogo silenzioso con l’assenza, ogni battito del cuore un’eco del passato.
E in quel momento sospeso, tra il cielo terso e il frangersi ritmico dell’acqua, sembra che non ci sia altro che lui, il mare, e un tempo che non passa mai davvero.